martedì, 10 aprile 2012
Isolare la sensazione
Eccoci al secondo passo sulla strada per liberarsi dai nostri “blocchi emozionali”.
Ogni volta che ci troviamo in uno stato emozionale, siamo bloccati in una particolare sensazione e, se tentiamo di decifrarla, dobbiamo sempre ricordare che essa viene dal passato, non dal presente. Anche se la situazione attuale è caratterizzata da una sensazione, l’intensità, il tipo, la portata e la profondità di quest’ultima sono determinati dal passato.
A volte è , tuttavia, relativamente facile riconoscere la causa emozionale principale, sovente mascherata da numerose altre. Siamo, del resto, soliti “bendare” la ferita originaria con vari strati di sensazioni, in modo da proteggere il sé lesionato nella vita passata così da evitargli altro dolore.
In genere, quanto più è intensa l’emozione che provoca disagio, tanto più vecchia è la sensazione e tanto più giovani eravamo quando subimmo un danno emozionale. E’ importante tornare all’età in cui siamo stati feriti ed in cui si è formato il sentimento che oggi ci nuoce; il sé chiede aiuto, anche se potrebbe simultaneamente rifuggirlo.
A questo punto il lavoro diventa molto delicato: si tratta di far emergere proprio quell’antica sensazione che nel “lì e allora” ha dato origine al blocco e al conseguente schema emozionale disfunzionale.
Portare per mano il cliente a toccare la ferita originaria, agevolandolo nella sua presa di consapevolezza, attraversando senza paura il territorio del dolore, sicuro di trovare dall’altra parte la libertà di “essere quello che è”.
In questo percorso di “presa di coscienza” è importante rispettare il proprio tempo ; ognuno ha il suo . Nulla va forzato, bensì accompagnato, ascoltando tutti i segnali che il corpo rimanda.
Potrebbe capitare di rimanere paralizzati dalla paura, OK, facciamola nostra alleata e sperimentiamola fino in fondo. Cosa ci sta dicendo?
Oppure essere invasi da una enorme tristezza, diamole il giusto rispetto vivendola fino in fondo, ascoltando quello che porta con sé.
O ancora potremmo avere voglia di arrabbiarci, senza però riuscire a farlo. Anche la rabbia porta con sé un messaggio , evitiamo di reprimerlo, anzi proviamo ad amplificarlo sentendo quale parte del corpo è coinvolta dandole voce.
Per trovare “La Sensazione” che ci crea il blocco è necessario eliminare tutte le altre, strato dopo strato , senza mai perdere la speranza, accogliendo le nostre difficoltà e lo stato “in-panicato” della bambina (o bambino) ferita, finchè giungeremo a quella “giusta”, proprio quella, causa primigenia della nostra sofferenza per liberarcene così da poter VIVERE pienamente ….
“Dai parole al dolore;
la pena che non parla sussurra il cuore sovraccarico
e lo spinge a spezzarsi..." W.Shakespeare
.... continua a seguirmi, nel prossimo post ci occuperemo del pensiero ....
17:28 Scritto da: gabrella in Strategie per ri-trovarsi.... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sensazioni, emozioni, blocco emotivo | OKNOtizie |
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venerdì, 09 ottobre 2009
Come affrontare un obiettivo... una strategia vincente
Spesso ci è difficile capire che cosa vogliamo veramente, e come vogliamo cambiare la nostra vita. Allora è bene individuare in modo chiaro i nostri obiettivi.
Un obiettivo è un sogno che vuole diventare concreto: per essere raggiunto richiede motivazione,azione, fiducia in se stessi, perseveranza e precisione. La nostra mente ha le capacità per portarci dove desideriamo ed è al nostro servizio, ma se vogliamo che lavori per noi dobbiamo darle degli obiettivi precisi, istruzioni dettagliate.
Per fare questo un’ottima tecnica è quella mutuata dal giornalismo. Vi ricordate (?), ogni buon giornalista prima di scrivere una notizia è necessario che risponda alle famose domande: WHO (Chi) – WHAT (Cosa) – WHEN (Quando) – WHERE (Dove) – WHY (Perché); esse valgono anche per la vita quotidiana.
Per ogni cosa che si vuole fare bisogna avere ben chiaro:
CHI sono…..
COSA voglio fare, posso fare….
QUANDO lo faccio, lo posso fare…
DOVE lo posso fare, lo faccio, in quale contesto….
PERCHE’ lo faccio e lo posso fare….
e noi ci aggiungiamo anche
COME lo faccio e lo posso fare……
Avere un obiettivo, una meta è quello che ci permette di vivere bene. Stiamo bene solo se riconosciamo un senso in quello che facciamo. Pensare o sentire di essere in balia del caso, di circostanze, della volontà altrui, non ci basta, ci fa star male.
Prendendo in prestito un acronimo del Marketing, perché sia più facilmente raggiungibile un obiettivo è bene che sia => S.M.A.R.T.
Specifico => dovrà essere chiaro cosa, dove, quando e come la situazione verrà cambiata. Quando ti poni degli obiettivi stai dando delle istruzioni alla tua mente. Così come quando diamo indicazioni a qualcuno sulla strada per raggiungere un posto tanto più saremo precisi tanto più facile sarà per lui/lei raggiungere la destinazione allo stesso modo un obiettivo chiaro e specifico sarà molto più facile da raggiungere. Quindi, chiediti, cosa vuoi esattamente? Descrivi l’obiettivo in termini positivi e immagina come ti sentirai quando lo avrai raggiunto, creati un’immagine chiara e vivida del tuo obiettivo già realizzato.
Misurabile => dovrà essere possibile quantificarne il traguardo e i benefici. Come farai a sapere di aver raggiunto il tuo obiettivo? cosa deve accadere? quali indicatori ti permettono di stabilire a che punto sei rispetto al tuo traguardo?
Accessibile => dovrà essere possibile raggiungerlo, conoscendo le capacità e le risorse a tua disposizione.
Realistico => Tutto è possibile a condizione che si faccia quanto serve perché avvenga, ricordando che abbiamo dei limiti fisici e umani. Obbiettivi troppo lontani dalla realtà rischiano di non essere mai presi realmente in considerazione.
Legato al Tempo => Stabilisci una data entro cui raggiungere l’obiettivo. E’ bene definire quando si comincia: “da ora” e dare un termine: “il giorno tale…”, proprio come quando si da un appuntamento e si definisce un piano di lavoro. E’ importante che tu stabilisca un giorno preciso, questo aggiunge pressione positiva, la data di scadenza si avvicina inesorabilmente, giorno dopo giorno, spingendoti verso il tuo obiettivo.
Proviamo ora a mettere in pratica tutte queste belle parole, che se lasciate sullo schermo rischiano di diventare solo un post tra tanti che “si, mi potrebbero servire un giorno….”
Allora concentrati e dal caos informe (sfondo) delle cose che “vorresti fare” prova a far emergere “la Cosa” che in questo momento ti sta più a cuore (figura)… prendi carta e penna e seguendo il metodo SMART metti nero su bianco un piano di azione.
Ti potrebbe capitare di renderti conto di non sapere cosa vuoi davvero, dove vuoi andare, che senso ha quello che stai facendo … non ti scoraggiare. E’ un momento di limpidezza e trasparenza interiori.
Quando ci si sente vuoti e senza meta si può decidere di cambiare rotta. Ovviamente prima bisogna tracciarla. E solo tu puoi decidere da quale parte del bivio avviarti.....
18:47 Scritto da: gabrella in Strategie per ri-trovarsi.... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: obiettivo, traguardo, smart, strategia | OKNOtizie |
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