martedì, 01 dicembre 2009
Senza Titolo..... omaggio a Keith Haring
Keith Haring - Senza titolo - Collezione privata
Seguendo le linee rosse si giunge al nulla. Seguendo le linee verdi si producono effetti di collaterale sensibilità. E ci si perde. Come quando si sbaglia stazione e la metropolitana porta veloci chissà dove.
Se quel che conta è il fondo bianco allora siamo salvi.
L’occhio si accosta allo sfondo e non percepisce il tratto se non un groviglio che diviene man mano compatto.
Si possono inventare figure, perché niente è stato fatto per la vista, ma per l’anima....
L’ossessione spinge a riempire ogni singola porzione di spazio. E non c’è tempo. Non c'è più tempo... Tutto va fatto. Tutto va fatto ora.
Con lo sguardo che cerca dovunque il tempo, sui muri, sui polsi... E la veglia che distrugge le cellule cerebrali .....
Troppo spreco per il sonno. La vita è anche notte.
Seguendo le linee rosse ci si perde nel riempitivo. Non ha senso vagare là dentro.
Seguendo le linee verdi la vita ha un fine.
Nel bianco della chiarezza, col volto verso il cielo: dove le cime degli alberi si fanno più tenere e facili alla brezza.
Seguendo le linee verdi si tratteggia una figura compiuta. Una realtà di linee.
Un gorgoglio cromosomico, con la fredda compunzione di un biologo. E un virus dentellato che sfugge alla ricognizione.
Seguendo le linee verdi si assiste all’esplosione: quelle rosse sono frantumi di ciò che è stato, se mai c’è stato.
Lo conosci quel giovane che traccia linee sui muri della sotterranea, si imbratta con i colori spray.
Solo che non pensavi a quel muro come ad un testamento e non hai ragionato abbastanza sui percorsi alternativi che quelle linee indicavano, perché le avresti seguite ed il tuo tempo sarebbe stato nullo.
E saresti rimasto a percorrere quel labirinto in barba alla vita.
Seguendo le linee rosse, seguendo le linee verdi, per uccidere il bianco....
Il 16 Febbraio 1990 Keith Haring muore a 31 anni di AIDS
16:18 Scritto da: gabrella in Racconti d'arte..... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: keith haring | OKNOtizie |
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domenica, 18 ottobre 2009
Alchemy

Alchemy - Jackson Pollock
Mi disse : “ la luce è pesante. E’ tutta materia grezza. Se ti avvicini al quadro la vedi: più cremosa del fondo plumbeo”.
Allora mi avvicinai e potei notare come il tratto in rilievo producesse oscurità ulteriori e la superficie non avesse altro che assorbenza. Niente colori senza luce. Un piccolo segreto alchemico, perché il pittore non fa altro che riunire elementi e farli combattere con la luce.
Mi disse: “non uso colori. Non ci sono colori, ci sono segrete attinenze. Perché l’atmosfera si innamora delle superfici e partorisce il colore. Ed esplode come un’idea della vita. Ma se ti avvicini l’insieme è perduto. La copula dell’aria con la tempera, l’attaccamento del colore alla tela e la docilità del pittore che fa solo gesti. Così il piombo diventa oro”.
Mi disse: “la pittura è solo chimica, come lavarsi le mani o masticare. Come la schiuma che si attacca amorosamente alle particelle di sporco e le porta via con sé. Come il cibo dentro la macina che è trasformato in vita dal gesto delle mandibole, dal secreto febbrile delle ghiandole salivari. E piomba giù verso laboratori più complessi, sempre più semplificato”.
Mi disse:” Niente di ciò che sembra casuale è inefficace. Muovo la mano con gesti di apparente casualità, lascio che tutta la materia prima si sovrapponga e aspetto che sia la luce a fare il resto. Ma non c’è niente di imponderato in questo e i gesti sono esatti. Perché dalla mano del pittore si dipana la tintura e e scherza con l’occhio del profano. Si, sono colori ammucchiati e non c’è altro. Ma l’aura è ingannevole, produce se stessa. Invade lo sguardo e ritorna all’origine”.
Mi disse: “Che c’entra questo quadro!”.
Allora mi avvicinai alla tela e respirai quei tratti.......
13:18 Scritto da: gabrella in Racconti d'arte..... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: jackson pollock | OKNOtizie |
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mercoledì, 11 febbraio 2009
La mutevole essenza delle donne....
DONNA
Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!
Eliomar Ribeiro de Souza
17:41 Scritto da: gabrella in Racconti d'arte..... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: donne, arte, poesia | OKNOtizie |
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lunedì, 19 gennaio 2009
Concetto spaziale: Attesa...

E ti portavo nel mio sogno privato. Salvavo te da un incubo. E tu, tu salvavi me. Entravi nella piazza di una città ideale e nel suo museo, proprio quando il guardiano sorridendo diceva che era tardi, che stavano per chiudere. Poi ti toccavo nel letto, piazzale sconfinato. E c’eri. Figura indistinta di coperte e cuscino e capelli, parte di un’opera astratta alla ricerca di una forma armonica, di un assetto meraviglioso. Ti guardavo a lungo, non so se corpo o latro, indeciso, sospeso.....
Ed entravo nel quadro, inventavo sfumature: autore e soggetto, autori e soggetti. Avresti creato qualunque paesaggio in quella tela smossa. Avresti detto ancora no e poi ancora sì e io, avrei mentito, uscendo dalla cornice, dall’armonia, da me...
Avrei ripensato il pensiero, e stabilito un fine.
Davanti alla perfezione di quella coreografia, al ritmo di quel canto.
Per ritornare alla tela, al bisogno di un nuovo, più efficace impulso creativo.
La vita, mia dolce...la vita, anima mia, e non saperlo, non vederlo...
Pensare di tenere qualcosa, di salvarlo dalla calamità e, nel tentativo cieco, nello sforzo imponderato, strappare quella tela....
E’ arte anche questa......
M.Fois "Picta"
17:20 Scritto da: gabrella in Racconti d'arte..... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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martedì, 06 gennaio 2009
Davanti ad un campo di grano....

Van Gogh "Campo di grano con corvi"
Hai lasciato la casa. Ti sei incamminato nella campagna, nel caldo terribile dell’estate al suo culmine.
Vedi campi di grano, giallo, sotto il blu profondo del cielo. Ci cammini incontro, vuoi andarci dentro, sentire il ruvido delle spighe . Il grado più alto della luce e oltre non sarebbe possibile...
Non si può resistere a tutto questo giallo, a questa luce...
E allora qualche volta sei sceso nella notte... nel suo buio più profondo per assaporare il silenzio ... il nulla e vedere se in fondo riesci ancora a scorgere una luce che senti ci dovrà pur essere....
E allora tornava il giallo, ancora una volta i campi di grano.
Anche chi cammina sente il bisogno di fermarsi, respirare l’aria ascoltando il canto doloroso della notte...
Io lo so. Non si può evitare di sentire questa voce a cui non si può rispondere.
E continua a chiamare, e non c’è tregua, non c’è sosta...
Ecco davanti a te il lungo sentiero delle rose.
Passi echeggiano nella memoria...
La voce che pronuncia il tuo nome e ti chiede di stare ancora una volta in mezzo alla campagna.
Tu sei adesso già così lontano da qui....
Cammini dove finisce il grano maturo e si crea un piccolo sentiero, che ognuno vorrebbe percorrere proprio a quest’ora... sento che questo è il punto di intersezione del tuo spazio sempre più breve e della campagna, arsa dal sole..
Non hai più tempo per il tempo...Adesso stai seduto sotto l’albero della tua vita. Da qui vedere il mondo, la luce ancora una volta. Il campo di grano ancora una volta.
Puoi vedere ciò che non vedrai più.
Vedere ciò che non sarà più luce.... quella luce che è stata per te una condanna, un’ ossessione ; ma pur sempre un profumo, un suono, un rintocco lieve sul mare...
O l’assordante scoppio nella calura... questi campi di grano... questi e quelli lontani da qui, ma pur sempre luce piena del mondo...
Ti ha toccato fino in fondo,la vita! Io immagino quante volte tu abbia pianto, quante volte tu abbia dovuto girarti per non guardare più, per non vedere più...Quanto i tuoi occhi si siano riempiti allo stesso tempo d’amore e odio, di passione e desolazione....
Hai consolato la sofferenza degli uomini ma non sei riuscito a consolare la tua...
Da qualche parte tornerà ancora a soffiare il vento lieve e gentile della sera e la luce diverrà più morbida e tu entrerai finalmente in quella luce che non accecherà più i tuoi occhi e calmerà il tuo spirito...
Ti farai accogliere a braccia aperte dal tempo , lasciandoti prendere senza che nessuno possa portarti più via....
E già sotto questo albero hai quella luce dentro di te, mentre qui davanti è il giallo dell’estate... qui nel punto dove non si torna più indietro..
Non hai più tempo .. stai in una notte che la tua mente accende di piccoli falò e la luna illumina ... hai i silenzi e nulla potrà più turbarti...
E’ tempo di rientrare , non vuoi aspettare qui.... piuttosto ti riposerai un ultima notte sul tuo letto nella stanza da cui si può vedere tutta l’immensità dei campi di grano...

Van Gogh "Campo di grano"
Verranno voci...
Ma sarai già lontano....
17:55 Scritto da: gabrella in Racconti d'arte..... | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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