martedì, 28 settembre 2010

Lasciar cadere la matita .....

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Quando masse ben individuate d'aria d alta pressione incappano in zone di bassa pressione si possono generare  vortici  che risucchiano terriccio e detriti, e si spostano in lungo e in largo causando scompiglio e distruzione nel paesaggio circostante.

Quando il nostro stile di vita ad "alta pressione", per così dire, si imbatte in una carenza nel nostro livello energetico, questo può sollevare un turbine emotivo che rende tutto ciò che ci circonda simile a rottami che vorticano intorno a noi.

Prima di alzarci in volo e spazzare il nostro paesaggio emotivo spargendo disordine e distruzione prendiamoci un momento di relax e proviamo a concentrarci su noi stessi. Quando la nostra vita assomiglia ad un vortice l'immagine del centro di quiete è importantissima. Al centro esatto di un uragano vi è un punto in cui l'aria è perfettamente ferma.

Proviamo a ripetere: "Sono l'occhio tranquillo di un ciclone. Posso prendermi una pausa per riacquistare l'equilibrio, per ri-trovare il centro. Lì è tutto calmo perché non turbina ad ogni raffica di vento".

Una normale matita può aiutarci a ritrovare il nostro centro tranquillo.

Perché non provare?? ....

Sedute al vostro tavolo .... un respiro profondo e ... qualche minuto per voi  ..

Prendete una matita per la punta.

Stringetela leggermente tra il pollice e l'indice, lasciando che l'estremità penzoli a qualche centimetro dal tavolo.

Mettetevi il più possibile a vostro agio.

Chiudete gli occhi e rallentate deliberatamente il ritmo del respiro.

Dite a voi stesse che quando sarete sufficientemente rilassate, vi lascerete sfuggire la matita dalle dita facendola cadere.

Questo sarà il vostro segnale per lasciarvi andare completamente, per rilassarvi e sentirvi "in pace" per un paio di minuti.

Immaginatevi di trovarvi nel centro tranquillo di un ciclone.

Riuscite a sentire il sibilo del vento, ma dove vi trovate voi è tutto calmo.

Il sole splende e vi sentite al calduccio e al sicuro.

Immaginate che tutte e vostre preoccupazioni svaniscano.

Il ciclone si espande e si placa.

Il centro tranquillo si allarga acquietandosi ulteriormente.

Continuate a respirare lentamente, pensando a calmare e a rilassare tutti i muscoli tesi.

Se un assillo o un dubbio dovessero insinuarsi, ripetete a voi stesse: "Va tutto bene. Per il momento posso liberamente rilassarmi. Me ne rimarrò seduta, tranquilla, concentrata e profondamente rilassata" ....

Dopo aver lasciato cadere la matita continuate a godere del vostro centro tranquillo per un paio di minuti.

Poi ... tornate alla vostra occupazione con rinnovata energia, calma e concentrazione .....

 

martedì, 01 giugno 2010

Dal sogno al progetto... una fantasia guidata

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Il Sogno - Pablo Picasso

 

"Pensare con il cuore e decidere con la mente" (Proverbio egizio)

 

Inizio questo post con una metafora trovata sul libro di Maureen Murdock “L’immaginazione guidata con i bambini e gli adolescenti”, testo che mi è risultato molto utile in diverse sedute individuali e laboratori che ho condotto: “Usare l’immaginazione è come mangiare un carciofo. Quando leviamo le foglie esterne, troviamo le foglie interne più morbide e più tenere e il gustoso cuore […] l’immaginazione funziona in modo analogo: le grosse foglie esterne sono come le forti tensioni che esistono nel nostro ambiente quotidiano. Appena ci isoliamo dalle distrazioni della nostra vita febbrile, cominciamo a scoprire in noi stessi un tesoro di creatività e di saggezza…..”

L’immaginazione guidata è uno strumento per liberare la nostra creatività.

L’efficacia delle fantasie guidate consiste nell’utilizzare visualizzazioni che provocano un continuum di connessioni, associazioni e coinvolgimento inconscio. La visualizzazione stimola l’intuizione che afferra i concetti fondamentali con una percezione  sintetica, comprensiva ed immediata, lascia da parte momentaneamente la mente analitica e fa emergere un’energia “auto-curativa” che porta chi vi è sottoposto la migliorare la capacità di controllare le proprie reazioni a stimoli interni ed esterni.

Nel Counseling la fantasia guidata è un ottimo strumento per attivare le potenzialità nascoste, per stimolare, tramite un processo di visualizzazione creativa, la ricerca di concrete soluzioni più adatte alla realtà attuale del cliente.

Come conduttore il mio compito è quello di mantenere un ruolo di sostegno, protettivo e rassicurante.

In questo modo posso  guidare il mio cliente in viaggi nel tempo, accompagnandolo nel suo passato, invitandolo però a portare con sé le risorse di oggi, per far sentire, pensare e sperimentare emozioni diverse che risanano antiche ferite rimaste aperte. Oppure posso fargli analizzare il presente per fare un inventario delle risorse a disposizione , per cogliere ciò che è rilevante oggi in modo da relegare sullo sfondo ciò che è divenuto marginale. O ancora, posso fargli fare un viaggio nel futuro per stimolare intuizioni e sentimenti costruttivi e progettare così migliori scenari di vita possibili.

Una delle fantasie che uso più spesso, specialmente con quei clienti che hanno difficoltà a passare dal “sogno” alla realizzazione dell’idea, dalla focalizzazione dell’obiettivo alla progettazione e quindi al suo raggiungimento è la seguente….

…Dopo aver ottenuto un leggero rilassamento porto il cliente a visualizzare una stanza con tanti cassetti ognuno dei quali contiene un sogno. Ci sono cassetti piccoli che contengono piccoli sogni, cassetti grandi che contengono grandi sogni. Il compito del cliente sarà quello di aprire ogni cassetto per scoprire e valutare quale di questi sogni vale la pena di essere trasformato in progetto.

Una volta fatta la scelta il cliente porterà il suo sogno nella seconda stanza…..

Qui troverà sette saggi ognuno con un cappello in testa dal colore diverso e ognuno guiderà il cliente verso un processo di pensiero particolare….. (per approfondire la “teoria dei cappelli” vedi: http://ri-trovarsi.myblog.it/archive/2009/08/27/problem-s...)

Il saggio con il cappello bianco lo inviterà a esaminare i fatti partendo dai dati oggettivi, quello con il cappello rosso lo indirizzerà a sentire le emozioni. Il saggio con il cappello nero metterà in evidenza gli impedimenti, le difficoltà, quello con il cappello giallo infonderà in lui ottimismo, speranza e pensieri positivi. Il saggio con il cappello verde stimolerà un pensiero creativo, innovativo, quello con il cappello blu gli farà vedere le cose dall’alto per vedere solo l’essenziale e lasciare sullo sfondo ciò che è irrilevante. Infine c’è un saggio con un cappello con i colori dell’arcobaleno per indicare il tipo di cappello da privilegiare, il tipo di pensiero da far intervenire  a seconda di cosa in quel momento si vuole esplorare….

Finita la fase della progettazione si invita il cliente ad entrare in un ultima stanza in cui troverà tante scarpe diverse, scarpe che indicano quali passi intraprendere per tradurre il progetto in passi….

Ci saranno scarpe formali da indossare quando è bene attenersi alle procedure e seguire quindi una routine rassicurante. Ci saranno stivali di gomma, da vigile del fuoco, che guideranno i propri passi in situazioni di emergenza…. Ci saranno comode pantofole per evocare il confort, il calore e scarpe da contadino, da indossare per ricordarsi che è bene tenere i piedi per terra affidandosi allo spirito pratico. Ci saranno anche comode scarpe da ginnastica da indossare quando si vuole correre per raggiungere la meta…. E ancora scarpe da ballo per festeggiare il raggiungimento del successo….

Alla fine della fantasia… dolcemente si porterà il cliente a riprendere contatto con la realtà che lo circonda….


L’esplorazione successiva verterà poi su quello che la fantasia guidata avrà portato in figura ……

 

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Per saperne di più:

Maureen Murdock

“L’immaginazione guidata con i bambini e gli adolescenti”

Ed. Astrolabio


Edoardo Giusti

“Tecniche immaginative”

Ed. Sovera

martedì, 25 maggio 2010

Meditazione dell’accettazione di sé.

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"Un re andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle piante morenti, mentre alcuni fiori erano appassiti.

La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino.

Osservando il pino il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite. E la vite stava morendo perché non poteva fiorire come la rosa.

Infine trovò una pianta, la viola, fresca e fiorente come sempre. Alla domanda del re la viola rispose: "Mi è sembrato scontato che quando mi hai piantato ti desiderassi una viola. Se avessi voluto una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle. Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stessa ..." OSHO


La meditazione che segue aiuta a ri-conoscere ed accettare tutti gli aspetti di sé: quelli ritenuti positivi, belli, piacevoli ed anche quelli etichettati come negativi, spiacevoli, quegli aspetti che ognuno di noi preferirebbe non avere .....

  • Trova un posto confortevole, attenua l'illuminazione e crea un'atmosfera servendoti di una musica dolce e rilassante.
  • Sdraiati supina tenendo le braccia stese lungo i fianchi con le palme rivolte verso l'alto. Le gambe leggermente divaricate, gli occhi dolcemente chiusi.
  • Lascia che il tuo corpo diventi sempre più pesante e morbido, abbandonalo completamente alla terra.
  • Respira ... inspirando ed espirando profondamente .... Osserva il tuo respiro e ad ogni respiro allontana un pensiero, fallo scivolare via come l'acqua dai tetti delle case ...
  • Ora immagina seduta vicino a te la parte migliore di te, la parte positiva, luminosa, la parte di te che ami, ciò che vorresti essere. Rimani in sua contemplazione per entrare profondamente in contatto con lei. Osservala senza giudizio ...
  • Vedi se ti vuole comunicare qualcosa, se ha un messaggio per te, se ha qualcosa da donarti. Vedi anche se puoi lasciarle qualcosa, se puoi liberarti di ciò che non ti serve, magari un peso, una paura o una tensione.
  • Dopo aver dialogato con lei ringraziala e lasciala andare ...
  • Immagina adesso di trovarti a contemplare la parte peggiore di te, quella che non vorresti avere, il tuo lato oscuro, la tua ombra. Osservala senza giudicarla e senza identificarti con lei. Quella che può sembrarti negatività è solo il frutto di un giudizio mentale, dell'abitudine mentale a dividere, a separare, a concepire la realtà in termini di polarità, di opposizione.
  • Ora ad ogni inspirazione immagina che una energia carica di accettazione entri in te e ad ogni espirazione invia questa energia al tuo lato oscuro, alla parte di te che non ti piace e che fatichi ad accettare ....
  • Ringrazia anche questo aspetto di te
  • Senti profondamente che puoi accettare tutto di te, sentiti completa ed integra. Lascia cadere l'abitudine di condannare, di giudicare e utilizza questi momenti per riappropriarti della tua totalità ...
  • Quando ritieni che sia arrivato il momento di concludere la pratica torna lentamente a riprendere contatto con il tuo corpo, facendo dapprima dei piccoli movimenti e poi stirandoti come al risveglio da un lungo sonno ...
  • Infine sempre impiegando tutto il tempo che ti è necessario, riprenditi ed apri gli occhi portando con te un profondo sentimento di amore per tutti quegli aspetti di te che solitamente non riesci ad accettare ....
  • Ora, se vuoi, puoi scrivere o disegnare tutte le emozioni che hai provato durante questo incontro con te stessa ....


" Se si chiude la porta a tutti gli errori, anche la verità resterà fuori ..." Tagore

 

venerdì, 21 maggio 2010

La visualizzazione: l’immaginazione al servizio del cambiamento

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"Il coraggio di  immaginare  alternative

e' la nostra piu' grande risorsa,

capace di aggiungere colore

e suspence a tutta la nostra vita."

Daniel J. Boorstin


Immaginate che cosa provereste se foste seduti vicino al mare e sentiste una leggera brezza salata sul viso e il calore del sole sulla schiena. Ascoltate il suono delle onde che si rifrangono sulla scintillante sabbia bagnata ....

Ora, forse non avete "visto" questa immagine, ma può darsi che abbiate sentito il calore del sole o udito frangersi le onde. Pensateci per un istante. Che cosa succede quando immaginate? Vedete nella vostra mente immagini in movimento, udite melodie, percepite l'odore o il sapore di parole o idee, oppure le sentite sul vostro corpo? Probabilmente combinate insieme diverse di queste forme.

L'immaginazione è uno strumento potente che può aiutarci a fare cambiamenti nella nostra vita. E' un processo naturale che usiamo ogni giorno senza esserne nemmeno consapevoli. La nostra mente, specialmente la parte inconscia, usa immagini e simboli per comunicare con noi. E con tutti i nostri pensieri, che sono fatti di vari generi e immagini, contribuiamo alla creazione del nostro futuro positivamente o negativamente.

Alcuni studi hanno evidenziato che la persona media ha circa 15.000 pensieri casuali al giorno. Di questi 15.000 pensieri, circa il 50% è negativo. In caso di depressione o ansia questa percentuale potrebbe arrivare al 75/100%. E' importante comprendere che i nostri pensieri creano le nostre emozioni, che a loro volta creano il nostro stato di mente-corpo-benessere; così i nostri pensieri influenzano direttamente la nostra condizione mentale e fisica.

Noi spesso usiamo il pensiero e il processo di immaginazione per creare negativamente. Tendiamo a concentrare le immagini sulle nostre preoccupazioni e difficoltà; con l'immaginazione dipingiamo immagini del nostro futuro spesso catastrofiche.

Se vogliamo modificare la nostra realtà, se vogliamo divenire creatori del nostro destino, allora è necessario instaurare nel nostro Inconscio nuove credenze positive in sostituzione delle credenze limitanti che ci hanno impedito finora di essere quello che volevamo. Quello che vogliamo imparare a fare è concentrare le nostre visualizzazioni in un'immagine positiva, in uno scenario attraente che ci aiuti a cambiare il nostro copione.

L'Immaginazione Creativa si basa sul fatto che l'immagine mentale di ciò che si desidera, alimentata da un'emozione coerente, possiede gli stessi effetti delle azioni reali, e può impressionare positivamente l'Inconscio. L'inconscio cioè ne riceverà una credenza positiva e di conseguenza aiuterà la manifestazione della cosa desiderata.

Quando usiamo l'immaginazione entriamo in un alterato stato di coscienza, simile al sognare ad occhi aperti. In questo alterato stato la nostra connessione al mondo quotidiano comincia a scivolare via, sentiamo di più e pensiamo di meno. Possiamo cominciare a lasciar cadere i nostri vecchi modelli e pensieri negativi e fare spazio a modelli di pensiero più sani e positivi.

Quando parliamo di visualizzazioni ed immaginazioni non stiamo solo parlando di "vedere" immagini così come vediamo un quadro o un dipinto. Tutti i nostri sensi possono essere coinvolti. Alcuni di noi possono vedere realmente immagini (queste possono essere fievoli o sfocate o nitide e particolareggiate). Per altri l'udito può essere una sensazione più forte. Qualcuno "percepisce" qualcosa più che vedere o udire. E per altri il senso del gusto e dell'olfatto può essere più forte. Possiamo usare uno o tutti i nostri sensi nel creare le nostre visualizzazioni. Più sensi riusciamo a coinvolgere e più forti e potenti saranno.

Ora proviamo a vedere come usare l'immaginazione.

  • Trova un posto tranquillo dove puoi rilassarti e stare indisturbata per una decina di minuti.
  • Respira profondamente per due/tre volte. È importante che tu riesca a lasciare andare i pensieri, che lasci alle tue spalle il passato ed il futuro. Sentiti rilassata, qui ed ora. Se necessario aspetta qualche minuto fino a che senti la mente tranquilla e rilassata.
  • Comincia la tua visualizzazione
  • Comincia a formare immagini usando tutti i tuoi sensi. Le immagini possono essere decise prima, per raggiungere risultati particolari o possono essere più libere lasciando che il tuo inconscio faccia affiorare una immagine
  • Cerca di mantenere queste immagini positive; non giudicare non c'è nessuna immagine giusta o sbagliata. Fidati della tua saggezza interiore e del tuo intuito, ti porterà quello di cui hai bisogno.
  • Intensifica le immagini, rendile più elaborate.
  • Aggiungi più dettagli usando colori, suoni, odori, sapori.
  • Aggiungi azione e movimento: mettiti al centro dell'azione
  • Guardati intorno: cosa altro vedi? Guarda che cosa c'è in primo piano e cosa c'è sullo sfondo.
  • Aggiungi affermazioni positive per rafforzare la tua immagine.
  • Usa le emozioni per intensificare la tua immaginazione. Dovete sentirvi in quelle immagini, dovete vivere le emozioni che provereste se ciò che immaginate fosse realtà. Dovete sapere che è già così, sentire con tutti i sensi la cosa già realizzata. Dovete percepire la gioia e la felicità nella pancia; è quella la sede delle emozioni. E da lì viene la benzina che metterà in moto la macchina che crea la vostra realtà. Esprimila esteriormente nella tua immaginazione sorridendo, saltando o ballando di gioia o qualunque cosa ti sembra giusta per te.
  • Se le tue immagini diventano negative o senti resistenza, permetti a te stessa di esplorarle. Parla con l'immagine e spiegale perché sembra e agisce negativamente; non soffermarti sul negativo. Cambiale in positivo o ragiona con esse come faresti con un bambino, ma non sottometterti ad esse. Se hai difficoltà a cambiarle, lasciale andare e usa un'altra visualizzazione. Se non puoi cambiare la tua immaginazione rendendola positiva, termina l'esercizio.
  • Lascia andare le immagini e lentamente apri i tuoi occhi.


La visualizzazione è come l'arco che serve per scagliare la freccia. La freccia rappresenta il tuo desiderio. Il bersaglio è la nuova realtà che vuoi creare. Quello che fa sì che la freccia arrivi velocemente e con forza nel bersaglio è l'emozione, rappresentata dal braccio. Più intensa e gioiosa sarà l'emozione e più potente sarà il braccio che tende l'arco al fine di scagliare la freccia nel centro del bersaglio.

Comincia con mete semplici e verificabili a breve. A livello inconscio siamo spesso programmati a frustrarci in caso di insuccesso. Il raggiungimento di obiettivi, invece, crea un atteggiamento mentale positivo che ci da fiducia e stimolo a perseverare.

Soprattutto all'inizio crea sempre qualcosa di oggettivo, di misurabile: qualcosa che sia ben chiaro per il tuo Inconscio. Se partissimo con il desiderio "voglio essere felice", probabilmente andreste incontro ad un fallimento. Perché? Perché il concetto di felicità è un concetto astratto e può risultare diverso per ciascuno di noi.

Le tue immagini diverranno più forti e più potenti man mano che andrai avanti con la visualizzazione. E più farai pratica, più veloci saranno i risultati, ma sii paziente. Siamo abituati ad ottenere ogni cosa all'istante nella nostra società. La visualizzazione può richiedere un po' di tempo per funzionare, ma i risultati potranno stupirti, avrai in mano un grande strumento per il cambiamento.

 

giovedì, 13 maggio 2010

La porta del sollievo ...

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Per tutto il giorno avete macchinato abbandonandovi a pensieri inquieti, ribollendo e fremendo dentro di voi, incapaci di decidere se avreste dovuto fare questo o quello, se avreste dovuto chiamare una certa persona o meno, chiedendovi se fosse il caso di desistere o di seguire il vostro istinto.

Rimanere in preda ad un flusso incessante di preoccupazioni come se foste intrappolati nella ruota di un criceto può trasformare una giornata perfetta in un giorno cupo e frustrante.

Prendiamoci allora qualche istante per seguire una visualizzazione guidata e liberarci di una sorta di cappio mentale.


trova uno spazio comodo..... metti una musica  che rallenta i battiti.... chiudi gli occhi ... respira e.... immagina.....


Immaginati mentre ti trovi sola nell'angolo di una stanza tutta bianca e completamente vuota ..... niente distrazioni tipo TV, telefono, mobili oggetti ....

Ti senti al sicuro in questa stanza ma sei consapevole dei pensieri angosciosi che ti frullano per la testa .....

Dall'altra parte della stanza ci sono due porte: entrambe indifferentemente danno in uno spazio aperto o in una vuota oscurità ....

Osserva la spirale dei tuoi pensieri entrare da una delle porte ... osservala semplicemente non opporre resistenza ...

Ora prenditi qualche momento per dare un nome a queste ansie .... ricordati di respirare ....

Dopo che avrai etichettati qualcuno dei pensieri più assillanti, immagina che tali inquietudini vi abbandonino passando per l'altra porta per poi mulinare nello spazio aperto  .....

Pensieri che escono ... pensieri che entrano .... osservali ... classificali per poi sbarazzartene ....

Ricordati che potrai fare ritorno in quella stanza quieta tutta bianca per trovare sollievo ogni volta che ti troverai "impelagata" in un vicolo cieco di pensieri angosciosi che ti sembrano senza via d'uscita.

Adesso immagina un fiume stretto in una gola che gorgoglia tra le rocce ... è autunno e gli alberi hanno assunto le tipiche tinte fiammanti .... sono rossi ... arancioni e gialli ....

In lontananza, s'innalza l'erto pendio della riva, oltre il quale, in sfumature grigiastre si stagliano colline e montagne le une addossate alle altre ....

Il fiume scorre alla tua destra per poi procedere serpeggiando e sparire alla vista ...

La nebbiolina del mattino aleggia ancora sugli alberi .... Verdi pini emergono dalle fulve tonalità dell'autunno ....

Inala l'odore umido della terra della riva ... senti il rumore dell'acqua che scorre tra le rocce  .... E tutto il tuo corpo si rilassa mentre respiri profondamente ....

Questo è il luogo ideale per disfarti di tutti i tuoi guai e preoccupazioni perdendoli di vista ....

Ogni volta che un pensiero ansiogeno si affaccia alla tua mente, immaginalo come una foglia d'autunno caduta nel fiume ....

Vedrai così la tua angoscia scomparire rapidamente proprio come una foglia trascinata dalla corrente.

Mentre la vedi scorrere via, respira profondamente ... lascia che l'aria ti gonfi l'addome in modo da sentire tutto il tuo corpo rilassato libero dalla tensione ...

Continua ad osservare il fiume che scorre, gli alberi autunnali sulla riva opposta .... Goditi il tepore dell'aria .... Ascolta il suono dell'acqua ... odora la terra umida sull'orlo del fiume ....

Adesso, ogni volta che un brutto pensiero si affaccia alla tua mente, trasformalo in una foglia che si perde oltre l'ansa ..... e non appena la foglia svanisce, respira profondamente e ricorda a te stessa . " sono rilassata ... ora in questo momento, sono rilassata.... "

 

martedì, 16 marzo 2010

Il lago delle nostre risorse.....

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Photo by: Andrea Rapisarda

http://www.flickr.com/photos/24904322@N02/4254042994/

 

.... Immagina di essere in un deserto dove vedi in lontananza un'oasi.

Ti dirigi verso l'oasi e, quando la raggiungi, noti che vi è un laghetto con l'acqua pulita, chiara e fresca.

Ti guardi intorno per cercare il fiume che nutre il laghetto, ma non lo trovi. Non lo trovi perché il fiume è sotterraneo, come spesso succede. Per questo l'acqua è costantemente rinnovata e fresca.

Anche noi abbiamo un laghetto di risorse dentro di noi in profondità. E' costantemente rinnovato e rinfrescato dal fiume sotterraneo della mente inconscia. Tutto ciò che ci succede e il modo in cui rispondiamo aggiunge al fiume e al laghetto nuove risorse.

Qualche volta quando riconosciamo di essere già state in situazioni simili, ci diciamo che non vogliamo più ripetere ciò che non ci piace più. Altre volte sappiamo che desideriamo esplorare nuovi modi di rispondere a situazioni che si ripetono, oppure desideriamo sperimentare nella situazione presente modi che andavano bene in vecchie circostanza, oppure se la situazione precedente era molto positiva, possiamo scegliere di ripetere ciò che ci faceva star bene.

Dentro di noi c'è un laghetto di risorse pieno di acqua fresca che si rinnova continuamente con nuove risorse. E' dentro di noi, è sempre lì.

A volte possiamo scegliere di dare a qualcuno qualcosa che viene da dentro di noi,possiamo dare il nostro amore; altre volte invece possiamo togliere qualcosa che c'è dentro di noi.

Solo noi possiamo decidere cosa dare e cosa togliere.

Nessuno può mai prendere qualcosa che abbiamo dentro di noi, che viene dall'interno.

Il laghetto delle risorse è nostro, è dentro di noi, ci appartiene.

Nessuno lo può portare via!!!

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Tratto da:

Consuelo C.Casula, Le scarpe della Principessa, Ed.FrancoAngeli

 

lunedì, 19 ottobre 2009

Depressione: un'oscurità trasparente....

 

 

 

"Confrontarsi con il mostro.... si può fuggire, finchè non ci si sente sufficientemente forti per affrontarlo: ma arriva il momento in cui bisogna guardarlo negli occhi...." (A.Jodorowsky)

 

"E' vero che in molti posti l'Eden è ricoperto e dimenticato. Ma può di nuovo essere ripristinato. Ovunque ci sia terra logorata, terra usata malamente o non usata, l'Eden sta ancora subito sotto..." (C.Pinkola Estes - Il giardiniere dell'anima)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì, 07 ottobre 2009

Una fantasia guidata..... la zattera...

 

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Per concludere questi post dedicati al “mollare la presa” ho pensato di regalarvi una fantasia guidata molto, molto utile che potrebbe essere il primo passo per lasciare andare un passato morto e pesante e aprire la porta della propria prigione facendo posto alla gioia e alla serenità.

Per fare questo esercizio è possibile leggere prima il testo, ricordarlo a grandi linee e poi riportarlo alla memoria dopo essere entrati in un stato di rilassamento. Oppure si può incidere con la propria voce su una cassetta e riascoltarlo dopo essersi rilassati.

Cominciamo…..

Staccate il telefono, quindi mettetevi comodi in un luogo in cui potete stare tranquilli per una ventina di minuti.

 

Concentratevi sul respiro, prendete coscienza delle vostre inspirazioni e delle vostre espirazioni….. immaginate che, ad ogni inspirazione, l’ossigeno che introducete nel corpo permetta ad ognuno dei vostri muscoli di distendersi …. Continuate a essere focalizzati sul vostro respiro…. Senza aumentarne il ritmo o l’intensità …. Finchè non vi sentite completamente distesi, rilassati, dalla cima della testa alla punta delle dita dei piedi….

Adesso immaginate di trovarvi sulla riva di un grande fiume in una bella sera d’estate… siete lì, seduti sull’argine di questo fiume… siete tranquilli …..

Accanto a voi, in un grande sacco di iuta, avete messo delle pietre che rappresentano le situazioni su cui volete mollare la presa…. le vostre aspettative… i vostri risentimenti … le vostre proibizioni e ingiunzioni … i vostri rimpianti relativi al passato … i vostri timori riguardanti il futuro …. i vostri attaccamenti negativi o qualunque altro aspetto della vostra vita di cui volete disfarvi …..

Mentre vi trovate lì, vicino al fiume, vedete una zattera che avanza lentamente verso di voi …. si avvicina alla riva, vicino al luogo in cui vi trovate e si ferma….

Trascinate allora il vostro sacco di iuta fino alla zattera e lo lanciate sul ponte di questa imbarcazione… poi, lentamente, prendendo pienamente coscineza di ciò che fate, tornate a sedervi nel punto in cui eravate….

Vedete la zattera che riprende la sua corsa … che si allontana dalla riva, spinta dalla corrente …. Se ne va verso la foce del fiume …. La vedete rimpicciolirsi, fino a diventare un minuscolo punto all’orizzonte, poi più niente …..

La zattera è scomparsa, portando via con sé tutto quello che volevate lasciare andare… tutto ciò su cui volete mollare la presa…..

Vi sentite leggeri, leggeri … liberati … e vi lasciate riempire dalla luce dolce del sole che tramonta ….

Vi sentite bene …. tranquilli … sereni ….

Quando ne avete voglia, riprendete lentamente coscienza del vostro corpo seduto o sdraiato lì dove si trova … riprendete coscienza del vostro respiro e muovendo le dita delle mani e dei piedi, aprite gli occhi …..

 

Ora, se vi va, prendete un foglio di carta , matite o pennarelli, pastelli o gessi tempere o acquerelli, il mezzo artistico che in questo momento sentite più affine al vostro stato e lasciate che la vostra mano rappresenti ciò che il cuore e la pancia hanno sentito…..

 

sabato, 26 settembre 2009

Alla ricerca di un ricordo......

Bambina ride.jpg

 

 

 

“…. E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola, piccola

…. e la mia voce ti accompagnerà …. e la mia voce si muterà in quella della tua mamma

…. e voglio che ti ri-trovi bambina piccolina che si sente felice di qualcosa,

qualcosa avvenuto tanto tempo fa…. qualcosa tanto tempo fa dimenticato……”


 

(liberamente tratto da Milton Erickson)

domenica, 30 agosto 2009

Esercizi di consapevolezza

 

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Visto che il post precedente “Ridere con i piedi” ha ottenuto un discreto “successo”, continuo con il proporVi un altro esercizio di presa di coscienza nel “qui e ora” , che in molte occasioni a me si è rivelato assai utile e che spesso utilizzo con le clienti che fanno del “controllo” l’ancora della loro vita…..

La prima parte dell’’esercizio dovrebbe essere fatto all’aperto ma funziona altrettanto bene al chiuso magari con un sottofondo di musica che richiama i suoni della natura.

Siediti o sdraiati accanto ad un elemento della natura: fiume, mare, albero.

Ascolta i suoni che ti circondano: il canto degli uccelli, il gorgoglio dell’acqua, il fruscio delle foglie calpestate, il vento che soffia, il suono del tuo respiro… ben presto scoprirai che al tuo interno sei diventato un immenso lago silenzioso.

La sensazione non sarà immediata, tu continua a tentare , non arrenderti e vedrai che ogni giorno sarà più semplice del precedente.

Una volta che avrai imparato ad ascoltare senza che la mente si intrometta con il suo chiacchiericcio ininterrotto, potrai affrontare allo stesso modo qualsiasi suono che si affaccerà nella tua realtà quotidiana.

Ti accorgerai che quelli che prima erano rumori fastidiosi (lo squillo del telefono, lo sbattere di una porta, ilo rumore della sveglia) hanno perso la loro carica negativa, trasformandosi a poco a poco in rumori quasi piacevoli.

E’ nata in te una nuova accettazione: hai imparato ad accogliere ciò che è.

Ora passiamo alla seconda parte per imparare a liberarsi dall’esigenza del controllo.

Chiudi gli occhi e comincia a respirare profondamente i immagina di remare in una canoa lungo un fiume; le correnti contrarie ti spingono ai lati mentre tu vorresti mantenerti al centro.

Qualsiasi tuo sforzo è vano: allora comprendi che è impossibile governare la canoa e la lasci andare….. sorprendentemente la barca, invece di arenarsi sulla riva, seguirà il flusso.

Anche nella vita quotidiana è impossibile dominare tutto… permetterci di fluire nella vita , “arrenderci” a volte agli eventi è un atto liberatorio e creativo davvero pieno di sorprese…..

E tu ti sei mai “arreso”….?

Prova a ricordare di quella volta (o ad immaginare come potrebbe essere….) che hai lasciato il timone del controllo e ti sei lasciato andare al flusso della corrente godendo del viaggio e di quello che ti circondava…. Come ti sei sentito?..... cosa è successo? …

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