lunedì, 02 marzo 2009
La ferita dei non amati

Con questo post voglio inaugurare una nuova categoria “Libri per ri-trovarsi” in cui inserire brani di libri che possono servire da spunti di riflessione o da casse di risonanza per riuscire ad afferrare il bandolo della matassa che a volte è la nostra vita, facendo luce in quelle parti buie dove rischiamo di perderci....
Inauguro la sezione con un libro “La Ferita dei non amati” dello psicanalista junghiano Peter Schellenbaum molto importante per il mio “ri-trovarsi “. Portare allo scoperto, consapevolizzando l’esistenza di ferite d’amore inappagato mi ha permesso di fare la pace con quella parte di me che si era sempre sentita “indegna”, imparando prima di tutto ad amarmi per poi finalmente libera andare incontro all’altro.....
“Vi sono persone che nel corso di tutta la vita, non riusciranno mai a pensare e tanto meno a dire : “Mia madre non mi ha amato”, oppure “Mio pare non mi ha voluto bene”, o ancora “Mia madre e mio padre non mi hanno voluto bene” o semplicemente: “Non sono amato”, anche se sentono che le cose stanno così. Una frase come questa, terribile, distruttiva, non può affiorare neppure nel silenzio di un dialogo interiore. Eppure, la sua fondamentale verità cerca incessantemente di esprimersi. Poiché la via più breve, quella della esplicita affermazione, le è preclusa, la vaga consapevolezza del proprio “essere non amato” si apre complicate vie d’uscita. Da persone psicologicamente “illuminate” quali siamo,raccontiamo forse senza inibizione che da bambini siamo stati lasciati soli in questa o quella occasione, che non siamo stati compresi, che i genitori erano troppo presi o malati, che rigidi principi religiosi li rendevano timorosi, che avevano nei nostri confronti pretese eccessive, che erano incapaci di interessarsi alle nostre particolari inclinazioni e così via [...] Di tanto in tanto cambiano gli argomenti con cui cerchiamo di spiegare il nostro fondamentale disagio e di liberarcene. Come povere anime alla ricerca della salvezza vaghiamo inquieti da una spiegazione all’altra. Tuttavia, la carica di energia è più forte di ciò che possono esprimere le parole. E così, proseguendo nel nostro tortuoso cammino, ci nascondiamo la chiara, semplice verità:”Non sono stato amato e continuo a non esserlo”. E’ una verità che vale anche per chi è stato amato troppo o nel modo sbagliato. La carenza d’amore si cela dietro molte maschere. [...]
Oppure cerchiamo di moderare la forza esplosiva di queste affermazioni filtrandole attraverso un gergo psicologico. Diciamo allora che siamo simbiotici, che soffriamo di frustrazioni risalenti alla prima infanzia, che manchiamo di empatia o che abbiamo una ferita narcisistica; ricorriamo cioè alla psicologia per eludere l’intenso dolore primordiale: “Mia madre non mi ha amato”, oppure: “Mio padre non mi ha amato”, “Mia madre e mio padre non mi hanno amato” o semplicemente: “non sono amato”.
[...] Con l’espressione “non amato” intendo la sensazione di non essere amato che c’è alla base dell’incapacità di vivere di una persona.[...] Questa sensazione viene repressa in quanto decisiva. Quando infine viene ammessa, rivela la sua dominanza. L’intensità con cui si manifesta varia a seconda dell’evento infantile che l’ha originata, della predisposizione della persona e dell’attuale situazione di vita. [...] Dargli voce rappresenta l’inizio della guarigione. [...] La ferita dei non amati è la causa di una carenza di “fiducia di base” (Erik Erikson): se vogliamo guarire questa è a quella che dobbiamo rivolgerci”
Peter Schellenbaum
“La Ferita dei non amati”
Ed. RED
16:53 Scritto da: gabrella in Libri per Ri-trovarsi.... | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: non amore, ferita | OKNOtizie |
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Commenti
Grazie
Scritto da: Cristina | sabato, 31 dicembre 2011
Rispondi a questo commentoGrazie a te Cristina per essere passata tra le mie pagine ... spero di ritrovarti presto ... :-)
un augurio per un 2012 all'insegna dell'Amore declinato in ogni sua forma ....
Gabriella
Scritto da: gabrella | sabato, 31 dicembre 2011
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