gen 31, 2009 - Condivisioni    9 Comments

IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO DI PERSONALITA’

Credendo fortemente nella condivisione e nella potenza della trasversalità delle informazioni come apporto di competenze e quindi possibilità di crescita, ho deciso di aprire una nuova categoria sul mio blog :”Condivisioni” in cui far confluire tutti gli spunti di riflessione di coloro che hanno voglia di fare partecipi anche gli altri dei loro pensieri. Chi avesse voglia di farlo può mandarmi i suoi scritti via mail (gabriellacosta@artcounseling.it) ed io avrò cura di inserirli in questa sezione citando ovviamente l’autore e la sua mail previa autorizzazione.

Inizio la sezione con un post molto interessante sul Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità scritto da Simona Di Stefano ArtCounselor per chi volesse contattarla direttamente la mail è: simona.distefano1@virgilio.it . …. Buona lettura…..

 

ossessivo compulsivo.jpg

 

Sono in fila nell’attesa che apra la banca. Davanti a me ad aspettare il suo turno un uomo. … Sento che rimugina, osservo il suo corpo che si dimena – anche se impercettibilmente – percepisco la sua ansia, la respiro, forse perché un po’ mi appartiene. Pigia il dito sul sensore dell’apertura automatica della porta. <<Ma non si apre>>, dice. È visibilmente agitato. <<Non è ancora orario d’apertura>>, rispondo. E intanto l’uomo continua la sua danza tra sguardi all’orologio, parlottii, impronte dell’indice sul sensore. Forse ha solo fretta, mah, chi lo sa?

Quando mi capita di assistere, e ormai sempre più spesso, ad episodi di questo tipo dove colgo, inesorabilmente, che la fretta dell’oggetto da me osservato va oltre la ragionevolezza, capisco che c’è qualcosa di più profondo, un disagio fisico e psichico.

Questo episodio mi ha fatto venire la voglia e l’urgenza di parlarvi del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità che oggi a chi più e a chi meno appartiene.

Si parla tanto di personalità dipendente: di dipendenza affettiva, da sostanze, da alcool, etc., ma cosa dire, appunto, del disturbo ossessivo-compulsavo di personalità che ad essa è strettamente legato. L’ossessivo compulsivo dipende dalla propria ossessività. Oggi più che mai.

Vi descrivo brevemente la figura di chi è affetto dal Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità:

perfezionista che mira ad altissimi standard con un’attenzione ossessiva per le regole, i dettagli, le liste, l’ordine, l’organizzazione o gli schemi, le procedure, la forma. S’impegna a tal punto in ogni particolare che perde di vista qual è il suo vero obbiettivo e finisce per non portarlo più a termine.

Spesso ha un forte attaccamento al lavoro ed alla produttività trascurando i passatempi e le amicizie, cose che potrebbero fargli solo che bene. Molto coscienzioso e scrupoloso, è inflessibile per quanto riguarda la moralità, l’etica e i valori. Infligge a se e agli altri principi molto rigorosi.

Queste persone sono rigide ed irremovibili, spesso ombrose, aggressive ed anche molto critiche nei confronti di se stesse e degli altri.

Incapaci di buttare oggetti usati o inutili. Spesso avare, tendono ad avere un tenore di vita inferiore rispetto alle loro reali possibilità economiche per essere sempre pronte all’emergenza ed in caso di future catastrofi. Non si rendono conto della loro inflessibilità e che lo schema che mettono in atto serve solo a sedare la forte ansia che le caratterizza.

Incapaci anche a delegare compiti o a condividere il lavoro con altri. Si ostinano irragionevolmente affinché ogni cosa sia compiuta nella loro modalità, dando istruzioni precise su come si devono fare le cose. Non prendono in considerazione l’eventualità che ci sia un altro metodo o altra strada per addivenire al risultato. Condizionano in questo modo chi gli sta vicino, rendendo spesso insicuri i propri interlocutori su cosa effettivamente è giusto fare o non fare, deprivandoli della propria capacità di scelta. Così facendo invadono senza pochi complimenti anche i confini dell’altro.

Una particolarità di questo stile di personalità è pensare in termini di devo. Tale pensiero induce ad agire in base ai propri standard oltremodo rigidi interiorizzati piuttosto che fare quello che si desidera o preferisce.

Questo disturbo di personalità non è da confondere, invece, con il disturbo ossessivo-compulsivo (relativo al controllo, all’ordine e alla simmetria). Alla base di entrambi c’è ad ogni modo uno stile d’attaccamento ansiogeno.

Si tratta perciò di un disturbo pervasivo, che influenza il funzionamento della persona e che compromette anche la sfera relazionale.

Questi individui provengono da un rapporto iperprotettivo con la madre, o dalla perdita prematura di questa. Le storie familiari di tali soggetti, quindi, sono caratterizzate da un eccesso o da una mancanza di controllo.

È importante ricordare, comunque, che avere qualche caratteristica come quelle sopra descritte non è sinonimo di patologia e la diagnosi deve essere fatta da uno specialista.

Con quest’articolo voglio proprio evidenziare e porre all’attenzione del lettore che nel momento storico in cui viviamo c’è una forte tendenza a soffrire di “disturbi” d’ansia, seppur non appartenendo allo stile di personalità ossessivo-compulsiva.

Mi riferisco a quelle persone, magari il nostro vicino di casa, o il collega in ufficio, o il nostro migliore amico, particolarmente meticolose, puntuali, ed eccessivamente precise che, comunemente, vengono identificate come “ossessive” e che, volenti o nolenti ci tolgono il respiro.

Stando vicino ad una persona con “caratteristiche” ossessivo-compulsive di personalità, inevitabilmente saremo investiti dal controllo e dall’ansia di quest’ultima, compromettendo la qualità della nostra vita, soprattutto se anche noi abbiamo una personalità di stile ansiogena questa sarà amplificata.

Ma cosa si nasconde dietro a questo disagio, dietro a questo bisogno di controllo d’ogni minima cosa, di paventati eventi e di catastrofi? Rimaniamo un po’ con questa domanda. Certo, ognuno ha la sua storia e non si può generalizzare, ma mi viene da ipotizzare che la nostra generazione non abbia ricevuto sufficiente accoglienza e supporto capaci di contenerci. Ed anche quei famosi “no” che ogni tanto fanno così bene perché ci mettono di fronte alla realtà e ci aiutano a crescere, ad affrontare la frustrazione ed a trasformarla creativamente per poter andare avanti. Oppure li abbiamo ricevuti quando non era necessario e senza una spiegazione. Non abbiamo ricevuto i giusti riconoscimenti e/o supporto per gli sforzi ed i tentativi fatti così da poterci riprovare di nuovo, così da costruire una buona autostima. Si, credo che i nostri genitori quando hanno deciso di mettere su famiglia non avessero gli strumenti appropriati e quindi non fossero ancora pronti… E noi, genitori di oggi?

Simona Di Stefano

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9 Commenti

  • Al 60 % mi ritrovo pienamente nel ritratto testè disegnato. Credo proprio di essere compulsiva, adoro le regole, sono moralista e mi fa schifo questa società così amorale e marcia. Solo un punto non condivido: io sono attaccata al mio dovere non al mio lavoro, quando andrò in pensione farò una festa, poco ma sicuro. Svolgo il mio lavoro perchè mi serve quel miserabile stipendio (ovviamente sono avara) e quando mi ritiro a casa non vedo l’ora di creare con il mio photoshop e scrivere. Adoro infatti scrivere e la web grafica, ergo sono una compulsiva atipica…ma sempre compulsiva. Intransigente, e molto, spesso mi rendo conto di destare un certo timore reverenziale nei confronti del mio prossimo, diciamo pure che faccio paura, ma la cosa peggiore è che non me ne frega proprio niente.
    Complimenti per il blog, molto interessante.
    F.

  • Ciao Fosca,
    grazie per l’attenzione. Spero che il mio articolo ti sia stato utile.
    Forse la percezione che gli altri hanno di te è più positiva di quello che credi, prova a dare fiducia. La passione che hai per la grafica e lo scrivere, e che immagino dalle tue parole, è una grande risorsa, abbine cura.
    un caro saluto
    Simona Di Stefano

  • Mi hanno diagnosticato un disturbo ossessivo compulsivo di personalità.
    Quali sono le terapie possibili per questo tipo di disagio, se ci sono?

  • Ciao Nicola,
    mi domando chi ti ha diagnosticato questo “disturbo”.
    Comunque, non conoscendo la tua storia, posso semplicemente dire che una terapia efficace a questo tipo di disturbo della personalità è quella cognitivo-comportamentale. Io, parallelamente, lavorerei anche sul potenziamento dell’autostima.
    un caro saluto.

    Simona Di Stefano

  • ciao a tutti!
    io soffro di DOC ( disturbo ossessivo compulsivo), ne soffro a livelli abbastanza alti e da molti anni, vorrei dire che il disturbo ossessivo compulsivo se preso in ritardo diventa altamente invalidante e puo compromettere la vita sociale di una persona!
    io ho sofferto di varie tipologie da disturbo ossessivo compulsivo, doc da contaminazione, doc da suicidi, doc da relazione, doc omosex e tanti altri!
    L’unica terapia veramente valida e la TCC ( terapia cognitiva comportamentale) consiste nel mettere a contatto il paziente (quindi colui che e afflitto da DOC) agli aventi di cui teme senza farlo compulsare!
    cose una compulsione e soppratutto da cosa nasce?
    la risposta e semplice: l’ossessione nasce spesso da un pensiero che per noi e fonte incoscia di paura, questa paura ci fa focalizzare l’atenzione sul pensiero che a lungo andare diventa per noi un circolo vizioso, questo pensiero si ripresenta in continuazione e questo accade? questo accada per colpa delle compulsioni, la compulsione non e altro che il tentativo ( ch puo essere svolto o tramite un rituale mentale o fisico o ecc ecc ) di allontanare il prima possibile questo pensiero che per un dockers e fonte di disagio e paura e che a priori il paziente ricosce assolutamente non propio e della sua natura! questo tentativo messo in atto ( chiamato compulsione) da un sollievo momentaneo che pero purtroppo durare ben poco per ridar campo aperto all’ossessione di riprendere vita cosi creando il famoso circolo vizioso del DOC!
    la scaletta e smplice
    PENSIERO INTRUSIVO=DISAGIO/PARA= TENTATIVO DI SCACCIARLO ( TRAMITE RITUALE MENTALE O FISICO ECC ECC CHIAMATO COMPULSIONE) = RARDICAMENTO DELL’OSSESSIONE SEMPRE DI PIU= CIROLO VIZIOSO AUTOMATICO E INCOSCIO!
    La TCC e mirata per andare propio a bloccare la compulsione in modo che il paziente venendo messo a contatto con le sue paure e quindi facendolo vivere senza evitamenti, possa accettare il dubbio che riguada il contenuto della sua paura senza attuare nessun rituale di rassicurazione ( compulsione) ,. questo tattamento in primo piano risultera molto pu doloroso e duro per il paziente in quanto senza rassicurazione il livello d’ansia del paziene salira a picco ma a lungo termine servira a rompere il circolo vizioso , propio perche l’ossessione a motivo di vivere per compa della compulsione che incosciamente gli da importanza tenendola viva dentro di noi, andando a spezzare la compulsione il disagio sara piu forte come gia detto prima ma piano piano col tempo questo tendera a scnedere fino a far scomparire l’ossessione del tutto, QUESTA E LA BASE DI OGNI BUONA TCC!
    i risultati della TCC egli ultimi anni sono stati piu alti e risolutivi sul DOC di qualsiasi altra terapia, non e certo che dal doc si possa uscire al 100% ma pero si puo sicuramente arrivare a svolgere una vita serena e normale come tutti gli altri se si fa utilizzo della TCC e soprattutto se si ha una buona volonta nel svolgerla!
    ciao a tutti e grazie per aver scritto questoarticolo!
    un caloroso saluto a tutti
    Yuri Marchi!

  • Ciao Gabriella,
    mi sonoimbattuto per caso nel tuo bellissimo blog,
    complimenti è veramente coinvolgente.
    Buon Lavoro
    Michele

  • ciao ragazzi anke io soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo di tipo fobico ovvero paura di essere pazza paura di fa uccidere le persone paura di essere omosex o pedofila….oggi sto molto meglio ma ho cominciato a 18 anni e qualche volta ci ricasco ancora so’ che la tcc e’ la migliore l’ho provata ma ne avrei ancora bisogno purtroppo non ho i soldi e sono disoccupata aspetto l’arrivo di tempi migliori per portare a termine cio’ che ho cominciato

  • a Simona, il tuo discorso sembrava piùuna “legge razziale” che una discussione psicologica… soffro di questo disturbo da molti anni… e devo dire che dalla mia esperienza, come da quella di molti altri, e dalla casistica medica accertata finora il soggetto sofferente di DOC non è lesivo nei confronti delle persone che gli stanno vicino, tende infatti a mascherare proprio bene il proprio disturbo e la propria ansia altrimenti non avrebbe senso di esistere tutto un sistema segreto di rituali se dovesse essere condiviso con tutti… Vero invece che qsti atteggiamenti spesso sono autolesivi sia fisicamente che a livello di stress… Inoltre vorrei semplicemente chiarirti che ormai colpevolizzare i genitori per ogni cosa fa parte di una psicologia hippy che ha fatto il suo tempo… nella vita di tutti i giorni ci possono accadere traumi di ogni tipo persino guardando la tv oppure semplicemente passeggiando al parco senza il nostro controllo e senza magari il diligente controllo del più bravo dei genitori… Il bambino è un essere pensante e sa come fingere e mentire benissimo ai suoi genitori, se non volesse fargli sapere qlcsa, anche solo per pudore (non perchè si possa sentire accusato o giudicato o incompreso dai suoi), lui saprebbe farlo benissimo…
    Io ho imparato a convivere e dominare il mio disturbo, anche se non ho guardato nello specchio per 7 anni ed evito spesso ancora le forme chiuse… purtroppo non sono riuscito a capire il perchè di tutto questo ed il perchè quasi ho un’amnesia più o meno diffusa della mi ainfanzia…

  • Se dopo la terapia cognitivo-comportamentale ci sono state delle ricadute, provate con la terapia breve strategica. Si veda http://www.centroditerapiastrategica.org/ita/trattamento%20patol.html

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